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Filottrano City Rockers

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DIARIO DI SCUOLA
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2 settembre 2009

LA MATTANZA(DELLA SCUOLA):
Ieri si sono svolte le nomine per le supplenze scolastiche nella provincia di Macerata.
Anche se già sapevo di non averne ottenuta nessuna, sono andata lostesso a vedere per capire come funziona. Per me era la prima volta.
E' così che ho assistito al più grande licenziamento in massa di un ente pubblico. Il più grande della storia.
L'aula in cui siamo stati “accolti” era gremita di gente, ognuno col proprio racconto dietro e soprattutto attaccato alla speranza di un lavoro così bistrattato dall'opinione pubblica.
La forte sensazione di claustrofobia che ho provato non appena entrata, mi ha fatto pensare che quel posto era un incrocio fra Birkenau e lo stadio di Santiago del Cile durante la dittatura di Pinochet.
E in effetti, una sorta di sterminio là dentro si è verificato: quello della scuola e della cultura.
Tagli atroci, malcontento, lamentele. Nemmeno la decenza di essere divisi in base alle classi di concorso per impiegare meno tempo, per non costringere quella massa di persone ad un'attesa troppo lunga. Tutti lì: lettere, lingue, filosofia, pedagogia, arte, musica.
Una guerra fra poveri, lo scenario è quello dell'elemosina di un posto di lavoro.
Sembrava il mercato del pesce, solo che invece di svendere al miglior offerente due Kg di merluzzo, si svendevano cattedre di due ore-cinque o quattro ai “fortunati” col maggior punteggio in graduatoria.
Ma molta gente che, come me, non ha ottenuto niente, è tornata a casa con lo smarrimento e l'angoscia di una famiglia a cui dover pensare, a uno stipendio da portare a casa, col pensiero di un lavoro così bello abbruttito in modo tanto crudele e volgare.
Fuori, un banchetto che raccoglie firme: è quello dei docenti precari, di NOI docenti precari, devo abituarmi all'idea di far parte della categoria e in quanto tale, di far sentire anche la mia voce che si unisce a quella dello striscione che lì sopra recita : CI TAGLIATE MA NON CI DIVIDETE.
Speriamo che sia vero. Dalla mia, ce la metterò tutta.

Qua sotto le nostre richieste se volete saperne di più...per favore, diffondetele il più possibile, perché nonostante i media sembrino parlarne, c'è un sacco di disinformazione sull'argomento scuola.
La stanno sopprimendo: i ragazzi diventeranno autodidatti?

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"S'i' fosse foco ardere' il mondo"

(Cecco Angiolieri)






"Il cavallo con più rabbia
galoppava fuori porta
e lasciava il suo ricordo nella nebbia"
(R. Gaetano "Anche questo è Sud")


"Nemmeno a me importa chi sono
Italiano, ottawa, francese, inglese
uno da solo può anche vantarsi di essere clandestino
Ma devo sapere cosa siamo
Alleati?Cittadini?
Stranieri?Dipendenti?
Bestie?Precari?Tribù?
Devo sapere cosa siamo
perché non sia precaria,
straniera,
la dignità".

-Wu Ming 2-("Pontiac, Storia di una rivolta")



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7 settembre

GOCCE NELL’OCEANO.

Il Ministro Gelmini continua nella sua incessante opera di disinformazione e i media le strizzano l’occhio, complici.
Sabato 5 settembre, in tutta Italia, si è svolto il “NO Gelmini day”, con iniziative spontanee e sit-in davanti alle Prefetture, coordinate dai CPS (Coordinamento Precari Scuola) che stanno sorgendo un po’ ovunque. Io ad esempio, rispondo a quello per la mia provincia.
In più, è arrivato il “decreto salva precari”, una subdola manovra per dividere la categoria.
Spiego brevemente e in maniera semplificata di cosa si tratta e quali sono le conseguenze, proprio allo scopo di fare informazione, quella vera però.
Vi dimostro che non è poi così complicato capirlo e potete spiegarlo a vostra volta; anzi, vi chiedo di farlo e di spargere quanto più possibile la voce.
Questo decreto prevede, oltre al sussidio di disoccupazione che spetta SOLO a chi lo scorso anno ha lavorato con lunghe supplenze da settembre a giugno(cioè un ristretto numero di persone), anche la precedenza di queste persone ad essere chiamate per le “supplenze brevi”.
COSA SONO LE SUPPLENZE BREVI? Le supplenze brevi si verificano durante tutto l’arco dell’anno scolastico all’improvviso, nel momento in cui un/una docente si ammala, va in maternità, ha qualche impedimento ecc., ecc.
Allo stato attuale delle cose, CIOE’ DEI TAGLI, le supplenze brevi, perlomeno all’inizio della professione, sono l’unico modo che ha un insegnante di lavorare un pochino.
Il decreto salva precari, perciò, finisce per favorire soltanto coloro che hanno già lavorato per le lunghe supplenze, dimenticandosi sia di quelli che non hanno avuto questa possibilità, sia dei nuovi docenti (me compresa) che dovrebbero iniziare da quest’anno. Paradossalmente, chi è “nuovo” come me, non sa se sentirsi precario o disoccupato. Siamo una consistente fascia di persone ignorata dal Governo che seguita a parlare di “caccia alle streghe”.
Lo scopo, secondo me, è quello di creare “precari di serie A e precari di serie B”, una guerra fra poveri in piena regola; posso dirvi che per la mia esperienza, in diversi casi, purtroppo funziona.
Ne abbiamo avuto prova sabato 5.
In circa 200 persone stiamo facendo un corso (l’ennesimo!) che ci permetterà di diventare anche insegnanti di sostegno. Avendo l’obbligo di frequenza, non potevamo essere presenti nei sit-in, così con qualcuno, abbiamo pensato di sostenere a distanza l’iniziativa con striscioni e facendoci intervistare da due quotidiani in cronaca locale.
Quando abbiamo parlato della cosa, in alcuni casi ci siamo sentiti rispondere da qualche collega:
” Ma io lavoro!”, come a dire che l’iniziativa non li riguardava affatto.
Mi chiedo quanto sia sottile il confine tra ottusità, ottimismo, speranza e illusione. Queste persone stanno lavorando quest’anno, ma non hanno alcuna garanzia per quello successivo. Come fanno a non rendersene conto?
Così, mi sono sentita una goccia troppo piccola in un oceano immenso….ma poi ho pensato, come sempre si fa in questi casi, che l’oceano è pur sempre fatto d’acqua e che siamo TUTTI sulla stessa barca che sta affondando; solo che spesso, purtroppo, ce ne dimentichiamo.

Edited by lucri'80 - 7/9/2009, 14:29

"S'i' fosse foco ardere' il mondo"

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"Il cavallo con più rabbia
galoppava fuori porta
e lasciava il suo ricordo nella nebbia"
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Italiano, ottawa, francese, inglese
uno da solo può anche vantarsi di essere clandestino
Ma devo sapere cosa siamo
Alleati?Cittadini?
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Bestie?Precari?Tribù?
Devo sapere cosa siamo
perché non sia precaria,
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-Wu Ming 2-("Pontiac, Storia di una rivolta")



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9 settembre

CHI L'AVREBBE DETTO?PER UNA VOLTA IL PD NON DICE MALE...

Norma 'salva-precari'. Le critiche del Pd




La capogruppo in commissione Cultura di Montecitorio dei Democratici Manuela Ghizzoni ha diffuso una nota nella quale commenta l'approvazione al Consiglio dei Ministri di oggi del provvedimento a tutela dei precari: "E' stupefacente la capacità del ministro Gelmini di incensarsi per l'approvazione del decreto cosiddetto 'salva-precari' che, per la verità, non salva nessuno. Se davvero il ministro vuole affrontare il problema del precariato nella scuola, venga subito in Parlamento a discutere la nostra mozione e a dirci quali sono le reali cifre del dramma creato all'intera scuola dai tagli del governo Berlusconi". La Ghizzoni non vede nel decreto "alcun concreto vantaggio per l'enorme platea di precari".

La parlamentare democratica ha aggiunto che "non c'è incremento dell'indennità già prevista mentre preoccupa il tentativo di spezzare il fronte dei precari creando una fascia di seria A ed una di serie B. La prima, secondo criteri ancora da chiarire, beneficerà della disoccupazione e della possibilità di insegnare attraverso le supplenze brevi di istituto, la seconda sarà costituita dai precari più' giovani che fino ad oggi hanno vissuto proprio con le supplenze brevi: per loro Gelmini può promettere solo zero ore a zero euro".

"Siamo stupiti e rammaricati - ha proseguito la Ghizzoni - perché sulla pelle dei precari il governo sta vendendo fumo: non prevede nuovi diritti e opportunità ma tenta goffamente di cancellare il problema nascondendolo sotto il tappeto, come si fa con la polvere. Infatti il ministro Gelmini sostiene che il prossimo anno 'il problema non ci sarà', ma cosa pensa di dire ai 25.570 docenti e 15.167 dipendenti Ata di cui è previsto il taglio?"

Sulla stessa linea della collega Ghizzoni, il senatore del PD Giuseppe Lumia, che da Palermo ha spiegato che "sulla scuola si sta compiendo una vera strage" e che "la cura dimagrante operata dai tagli, che solo in Sicilia arrivano all'enorme cifra di 7200 unità, è il più grande licenziamento di massa che conosca la storia delle democrazie".


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14 settembre

DIVIDE ET IMPERA.

Oggi si è svolta in Ancona la manifestazione regionale dei precari della scuola, davanti l'ufficio scolastico regionale. Magari domattina comprate i giornali, sarei curiosa di vedere che dicono.
Considerato che saremo stati sì e no 200 persone a voler esagerare e considerato che oggettivamente i dati dicono che i posti di lavoro tagliati sono più di mille, mi chiedo: MA DOV'ERANO TUTTI?
COSA AVEVANO DI MEGLIO DA FARE CHE DIFENDERE IL PROPRIO POSTO DI LAVORO?
La verità è che la grossa parte di noi docenti precari non si rende bene conto di cosa accade, O MEGLIO, spera nella manna dal cielo. Si accontenta delle briciole e tira a campare. E' lobotomizzata e non ha voglia nemmeno di pensare a far valere i propri diritti. C'è sfiducia ovunque.
C'è divisione, non c'è compattezza e il risultato è che sopra la nostra testa e su quella del nostro futuro (quando dico nostro, intendo di tutti...)stanno banchettando allegramente con le nostre viscere. La Gelmini si risparmia molto lavoro: se siamo divisi già in partenza, sarà molto più facile comandare(“divide et impera”= dividi e comanda come diceva Giulio Cesare ).
Il brutto è che passa un messaggio assolutamente falso: cioè che quello della scuola non è un problema grave e che a lamentarsi sono i soliti 4 gatti (magari comunisti).
Ma il problema c'è ed è drammatico. Le classi non sono a norma per contenere 30 persone, i disabili per ogni classe sono cresciuti. Prima più di due non potevano esserci. Conosco situazioni attuali in cui ne hanno 4. Più gli studenti stranieri.
Come si fa ad offrire la formazione in queste situazioni?è inumano insegnare a 30 persone. Come fanno 30 bambini ad imparare a leggere e scrivere in modo decente?come fa un insegnante, in queste condizioni a garantire a tutti una corretta didattica?
stanno facendo in modo di convincere l'opinione pubblica che la scuola pubblica è un macello e non funziona. Cercano di convincerci di due cose:
1)che gli stranieri e gli handicappati debbano andare in classi speciali;
2)che le scuole private funzionano meglio.
ATTENZIONE!!! Non manca molto tempo al passo successivo: studierà chi può permetterselo come 50-60 anni fa.
Il problema c'è ed è reale. Il problema a cui non riesco a trovare soluzione e che mi fa deprimere letteralmente così tanto, è che anche noi precari/disoccupati che siamo “dentro” la scuola, sembriamo sottovalutarlo.
dio mio...cosa ci hanno fatto?


http://sfoglia.ilmessaggero.it/view.php?da....xml&type=PHOTO

Edited by lucri'80 - 16/9/2009, 13:29

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26 ottobre

UN PUNTO ROSSO IN MEZZO AD UN VERDE PRATO

Da due settimane sono emigrata nel senso letterale della parola in una regione che non gode propriamente della mia stima.
Per me, marchigiana orgogliosa e maceratese verace, non è stato semplice strapparmi dalla mia terra. Penso di capire -solo in minima parte- cosa prova chi non vorrebbe partire, ma capisce che è bene farlo. Cosa provano gli stranieri.
Dopo tanti anni di sacrifici e studio, eccomi a fare ciò che volevo fare, ma da sola e a 600 Km da casa.
Qua in brianza, perlomeno dove sto io, il colore predominante è il grigio, nonostante il sole che in questi primi giorni mi ha sempre accompagnata. Cemento, auto, strada: Seriate è in effetti la periferia di Bergamo, nonostante faccia Comune a sé.
Cosa stranissima, forse la più curiosa, non esiste un bus urbano.
O vai in auto, o se, come me, non ce l'hai, vai a piedi.
Qui a camminare sono soprattutto gli stranieri. Ce ne sono davvero tanti. E forse per la prima volta devo confrontarmi con la realtà di questi posti. Mettermi alla prova e mettere alla prova anche i miei pensieri e ideali antirazzisti “sul campo”.
Senza aiuti esterni. Io e basta.
Perché un conto è dichiarare di essere antirazzisti protetta dal tuo guscio. Un altro è trovarsi da sola a ribadirlo.
Non è così semplice come sembrerebbe.
Mi sento affine alla loro condizione. Anch'io devo far leva sulle mie forze, anch'io spesso mi sento estranea a certi contesti. E il fatto che io qui lavori, è quasi un dettaglio.
C'è una pizzeria cinese (i ristoranti sono quasi tutti a gestione cinese) di fronte a dove abito e la proprietaria, una graziosa ragazza dagli occhi a mandorla, ogni volta che esco dal loro locale, mi raccomanda di non prendere freddo.
Nella scuola in cui sono (una specie di caserma a mio avviso), insegno anche l'alfabetizzazione ai ragazzi stranieri; serve per tutti coloro che non parlano quasi per niente l'italiano. In pratica i ragazzi (di ogni età e classi diverse) vengono prelevati in alcune ore (religione ad esempio) e portati in biblioteca a imparare l'italiano, perché è vero che alcuni, in classe, non capiscono mezza parola e passano le ore a fissare il vuoto.
Ne ho sette, quasi tutti di etnìe diverse, età diverse, Paesi diversi: Albania, Pakistan, India, Marocco, Cina, Senegal.
L'altro giorno siamo finiti a parlare del cricket. Così, cercavano di spiegarmi (gli indiani e i pakistani) come si giocava. Sono molto incuriosita dalle loro storie. Un piccolo discolo indiano, mi raccontava (dovevano descrivere la loro casa) che lui non ha la camera da letto, perché dorme in sala da pranzo con gli altri.
Ho pensato che anch'io in pratica risiedo in un'unica stanza (stile monolocale del film il ragazzo di campagna).
Dato che sono alla prima esperienza, non credo che imparerò loro molto.
Sono sempre più convinta che sarò io ad imparare.

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3 NOVEMBRE


bè!bè!bè!meritava!!!!!che suonino (stavolta) le campane!!!! :D (anche se la vicenda non avrà seguito, costituisce comunque un precedente storico). SCUOLA LAICA IN STATO LAICO!!!!!

SCUOLA & GIOVANI La Corte europea dei diritti dell'uomo accoglie la denuncia di una madre
Il ministro Gelmini attacca. Bersani: "E' una tradizione inoffensiva"
Strasburgo, no al crocifisso in aula
Il governo italiano presenta ricorso
Dura reazione della Santa Sede: decisione "miope e sbagliata"

ROMA - La presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche è "una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni". E' quanto ha stabilito oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo su istanza presentata da una cittadina italiana. Ma il governo italiano ha presentato ricorso e, in caso di accoglimento, il caso verrà ridiscusso nella Grande Camera. Altrimenti la sentenza diventerà definitiva fra tre mesi. Durissime le prime reazioni, soprattutto nel centrodestra tra i cattolici. La Cei e il Vaticano attaccano. Prudente Bersani.

Risarcimento per la donna che ha denunciato. Il caso era stato sollevato da Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia e socia dell'Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti). L'Unione precisa di aver "promosso, sostenuto, curato tecnicamente l'iter giuridico, che era già passato da Tar del Veneto, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato". Soile Lautsi, infatti, nel 2002 aveva chiesto all'istituto statale "Vittorino da Feltre" di Abano Terme, in provincia di Padova, frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocifissi dalle aule. A nulla erano valsi i suoi ricorsi davanti ai tribunali in Italia. Ora i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione, stabilendo inoltre che il governo italiano debba pagare alla donna un risarcimento di cinquemila euro per danni morali. La sentenza è la prima in assoluto in materia di esposizione dei simboli religiosi nelle aule scolastiche.

La decisione della Corte europea. I sette componenti della Corte europea hanno sentenziato che la presenza dei crocifissi nelle aule può facilmente essere interpretata dai ragazzi di ogni età come un evidente "segno religioso" e, dunque, potrebbe condizionarli. E se questo condizionamento può essere di "incoraggiamento" per i bambini già cattolici, può invece "disturbare" quelli di altre religioni o gli atei.

Le reazioni della maggioranza. In attesa che vengano depositate le motivazioni della sentenza, il governo italiano ha già presentato ricorso. Per il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, "la presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione". Sulla stessa linea il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli e quello della Giustizia Angelino Alfano. E' critico il presidente della Camera Gianfranco Fini: "Mi auguro che la sentenza non venga salutata come giusta affermazione della laicità delle istituzioni, che è valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del Cristianesimo nella società e nella identità italiana".

L'opposizione. E' cauto il neosegretario del Pd Pier Luigi Bersani: "Un'antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa, qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto". E l'esponente Udc Rocco Buttiglione parla di "decisione aberrante".

Il mondo cattolico. Netta anche la reazione della Cei, che in una nota parla di "sopravvento di una visione parziale e ideologica". Per l'Osservatore Romano "tra tutti i simboli quotidianamente percepiti dai giovani la sentenza colpisce quello che più rappresenta una grande tradizione, non solo religiosa, del continente europeo''. E in serata, a nome della Santa Sede, parla padre Federico Lombardi, secondo cui la decisione rivela un'ottica "miope e sbagliata", "accolta in Vaticano con stupore e rammarico. Stupisce che una Corte europea intervenga pesantemente in una materia molto profondamente legata all'identità storica, culturale, spirituale del popolo italiano".

I precedenti in Italia e Spagna. L'ultimo round dell'annosa polemica sui crocifissi a scuola si era chiuso a febbraio, quando una sentenza della Cassazione aveva annullato una condanna per interruzione di pubblico ufficio nei confronti del giudice Luigi Tosti, "colpevole" di aver rifiutato di celebrare udienze in un'aula dove era affisso un crocifisso. Fino al precedente che fece clamore del presidente dell'Unione musulmani d'Italia Adel Smith, protagonista di un episodio analogo e che ora commenta: "Sentenza inevitabile".

La questione non coinvolge solo il nostro Paese. Duri scontri tra Stato e vescovi sono avvenuti anche in Spagna nel novembre dello scorso anno, in seguito a una decisione di un giudice di Valladolid di far rimuovere tutti i simboli cattolici da una scuola.
(3 novembre 2009)

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